WEST DIDSBURY

“London Swings! Again!

As it was in the mid-60s, the British capital is a cultural trailblazer, teeming with new and youthful icons of art, pop music, fashion, food, and film. Even its politicians are cool. Or, well, coolish.”

By David Kamp, Vanity Fair, March 1997

West Didsbury: la casa del britpop. È nello storico quartiere di Manchester e, più precisamente, nella villetta in stile vittoriano immortalata sulla cover del loro album di esordio, Definitely Maybe, che muovono i primi passi gli Oasis, la band che, tra le altre, ha scolpito l’immaginario di un’epoca. E non solo musicale. Nel giro di pochi anni i membri di gruppi come Suede, Blur, Pulp conquistano lo status di icone di moda in grado di influenzare l’identità estetica e i codici vestimentari dei giovani della cosiddetta “Cool Britannia”.

 

Tra tutti spicca Liam Gallagher, emblema indiscusso del britpop che, rigorosamente avvolto nei suoi parka verdi o blu bordati di pelliccia, concorre a segnare il passaggio di questo capo iconico da giaccone per i lavoratori outdoor a must-have dell’abbigliamento urbano. Lo stile del cantautore inglese e dei suoi fan suggestiona, infatti, diversi designer di moda, stimolandoli nel reinterpretare modelli archetipici come l’Arctic Parka di Woolrich, introdotto sul mercato nel 1972. Ed è così che sulle passerelle degli anni Novanta sfilano varie declinazioni del capospalla: da quella neopoverista di Junya Watanabe a quella tecnica di C.P. Company, a testimonianza del crossover tra moda e musica che ha animato la cultura a cavallo di millennio.