EAST COAST

“I find myself, walkin’ the streets

Tryin’ to find what’s really goin’ on in the streets”

Nella East Coast statunitense suona una musica diversa, lontana dal Sound di Seattle e dalla scena britpop. È una musica che ha radici negli anni Settanta e che nasce dalla strada, scandita da una sequenza di versi modulati in rima. Si tratta del rap, genere musicale connesso alla cultura Hip hop, che negli anni Novanta si diffonde e si diversifica nella contaminazione con diversi stili locali.

Dal New Jersey emerge la voce di Lauryn Hill, frontwoman dei Fugees, che arriva presto al successo nelle strade di New York, dove i rapper si sfidano in battaglie ritmate, indossando parka oversize, pantaloni a cavallo basso, spesso con decorazioni handmade realizzate con pennelli e bomboletta spray. Mentre i Beastie Boys, con i loro piumini imbottiti, sono ormai affermati nel panorama musicale degli anni Novanta, dalla 8 Mile Road di Detroit sorge il mito di Eminem, destinato ad imporre le sue rime nello scenario del Black Power.

Uno stile, quello lanciato da queste icone della musica, che ispira i jeans macchiati di vernice firmati Dolce & Gabbana, i bomber rivisitati da Yohji Yamamoto, i piumini proposti da Woolrich fino ai maxi-parka versione Stone Island: nient’altro che capi in grado di rievocare le atmosfere delle street newyorkesi, dalle battles al writing a tutte le altre espressioni della sottocultura hip hop, che negli anni si evolve dall’underground al mainstream.