Il “potere dei fiori”, espressione tipica degli hippies, si carica di molteplici significati: dalla libertà sessuale alla leggerezza del vivere, sino alla riscoperta della natura e al rifiuto del modello sociale dominante.

STAMPA / ST

Flower power. Due parole diventate manifesto degli anni Sessanta e Settanta, incarnazione di un’ideologia che favoriva la pace e l’amore universale, nata per contestare la guerra in Vietnam. Il “potere dei fiori”, espressione tipica degli hippies, pronunciata per la prima volta nel 1965 dal poeta Allen Ginsberg, si carica di molteplici significati: dalla libertà sessuale alla leggerezza del vivere, sino alla riscoperta della natura e al rifiuto del modello sociale dominante. Gli hippies ricorrevano spesso a mezzi artificiali come le droghe per evadere fisicamente e mentalmente dal quotidiano, sperimentando un vero e proprio trip.

Si fa strada un nuovo stile, libero e disinibito, innocente ed esuberante: prevalgono le stampe dalle fantasie psichedeliche, floreali e dai disegni geometrici con cerchi, linee sovrapposte, alterate e colorate. Un colore piatto, senza sfumature, ma saturo e brillante, che struttura le decorazioni degli abiti e ne articola le geometrie e i volumi. Esplodono i colori: intensi, accesi e ipnotici, influenzati dalla cultura psichedelica e dalle droghe, si infiammano di tinte fluo e toni acidi. I motivi decorativi sono abbinati liberamente: fiori e righe, quadretti e pois, stampe optical, psichedeliche e geometriche.Lo stile eccentrico degli hippies suggestiona e stimola, altresì, l’alta moda: dalle stampe floreal hippy di Ossie Clark ai total look di Ken Scott, soprannominato il “giardiniere della moda”, passando per i caftani verdi e rossi di Yves Saint Laurent.Fiori smisurati “sbocciano” su abiti lunghi e fluttuanti, ma anche su pantaloni “a zampa di elefante” come nell’outfit di Ossie Clark o scoppiano in forme astratte e allucinogene nel completo blusa e pantalone di Thierry Mugler.

Le stampe floreali di Ossie Clark diventano così famose da vestire moltissimi personaggi dello spettacolo: Brigitte Bardot, Liz Tylor, Twiggy e Penelope Tree, ma anche musicisti come Mick Jagger ed Eric Clapton. Ancora oggi, fiori e pattern colorati, archetipi a cui si sono ispirati diversi marchi, invadono gli stores di tutto il mondo senza alcuna distinzione fra brand.