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“Carriera, successo, denaro e potere diventano le parole chiave di un decennio in cui la donna acquista sempre più importanza e indipendenza”

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Vestito interamente Armani, Richard Gere – nel ruolo di Julian Kay, protagonista di American Gigolò (1980) – si fa interprete e inconsapevole promotore dell’immagine di un uomo nuovo. Un uomo che si lascia definitivamente alle spalle la “Grande Rinuncia” all’ornamento, teorizzata all’inizio del secolo scorso dallo psicologo tedesco John C. Flugel. 

Giorgio Armani, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, in risposta ai mutamenti sociali e culturali in atto, avvia difatti un’operazione di ridefinizione dei codici dell’abito formale classico, progettando collezioni che sdefiniscono i generi e trasformano profondamente l’estetica maschile.

Questa ridefinizione, portata avanti da altri stilisti nel corso del decennio, investe anche i codici vestimentari del guardaroba della donna. Se da un lato si apre la nuova era della femminilizzazione dell’uomo, dall’altro la donna di successo degli anni Ottanta indossa un’uniforme dirigenziale, sobria e monocromatica, che attinge al vocabolario maschile. 

In un’epoca che si apre con l’elezione di Margaret Thatcher, la Lady di Ferro, a primo ministro della Gran Bretagna, si inizia a parlare di power dressing, espressione che ben inquadra l’aspirazione della donna ad affermare se stessa e a raggiungere i vertici, tradotta e rimarcata anche attraverso l’abito. 

Il tailleur diventa d’obbligo: ogni brand lo interpreta, stagione dopo stagione, declinandolo secondo il proprio stile. Dal già citato Armani a Montana, da Thierry Mugler a Jean Paul Gaultier fino a Yves Saint Laurent, il completo giacca e gonna è un pezzo immancabile sulle passerelle degli anni Ottanta, in grado di offrire alla donna in carriera una divisa che, pur attingendo agli stilemi dell’abbigliamento maschile, non cessa di enfatizzare la silhouette femminile, a partire dai volumi ipertrofici delle spalle imbottite che si riducono drasticamente nella vita stretta di giacche affusolate. 

Una nuova divisa per una donna nuova che, al pari di Tess McGill – protagonista del film Working Girl (1988) interpretata da Melanie Griffith –, aspira a sfondare nel mondo del lavoro, eguagliando l’uomo yuppie. E se carriera, successo, denaro e potere diventano le parole d’ordine di una nuova classe sociale che sta salendo alla ribalta, il suo motto è: dress for success!

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